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Area medica

Oculistica

L’oculistica della clinica Villa Anna Maria del gruppo NefroCenter si occupa della salute degli occhi. Lo specialista oltre a valutare la salute degli occhi, verifica anche l’acuità visiva, misura la pressione intraoculare e analizza le strutture oculari interne ed esterne.

Convenzionata SSN Ambulatoriale Gruppo NefroCenter
Aggiornato ad agosto 2026
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01 — SERVIZI

Le patologie diagnosticate

L’oculista è in grado di diagnosticare un’ampia gamma di patologie oculari, tra cui:

  • Difetti refrattivi. Miopia, ipermetropia, astigmatismo
  • Aumento della pressione intraoculare che può danneggiare il nervo ottico
  • Opacizzazione del cristallino
  • Degenerazione maculare. Deterioramento della macula, la parte centrale della retina
  • Diabete retinico. Complicanza del diabete che può portare alla cecità
  • Deviazione dell’asse visivo di uno o entrambi gli occhi
  • Infezioni oculari. Congiuntiviti, cheratiti, uveiti
  • Tumori oculari. Rari ma potenzialmente gravi
02 — PREVENZIONE

Quando rivolgersi all’oculista

Attraverso la visita oculistica è possibile ottenere la diagnosi precoce di numerose patologie oculari. E’ consigliabile effettuare una visita oculistica in presenza di sintomi, oppure raggiunti i 40 anni di età in assenza di sintomatologia. In presenza di sintomi specifici è fondamentale rivolgersi subito all’oculista. I sintomi potrebbero essere visione offuscata, bruciore, secchezza oculare, aloni luminosi, difficoltà a mettere a fuoco, doppie immagini o mal di testa. Esistono anche fattori di rischio e persone con diabete, ipertensione, malattie autoimmuni o familiarità per patologie oculari dovrebbero sottoporsi a controlli più frequenti.

03 — LA VISITA

La visita oculistica

  • L’esame della vista da parte dell’oculista comprende diverse fasi.

  • In primo luogo, lo specialista attraverso l’anamnesi raccoglie informazioni sulla storia clinica del paziente, sui sintomi e sulle eventuali terapie in corso. Passa poi all’esame obiettivo che valuta l’acuità visiva, la motilità oculare, la pressione intraoculare e l’aspetto del fondo oculare utilizzando strumenti come la lampada a fessura. L’oculista può prescrivere trattamenti farmacologici (colliri, compresse), terapie fisiche (laser) o interventi chirurgici, a seconda della patologia diagnosticata. L’oculista fornisce consigli sulla prevenzione delle malattie oculari e sulla corretta igiene visiva.

04 — APPROFONDIMENTO

Gli esami strumentali

A seconda dei casi, possono essere prescritti esami strumentali come:

  • Misurazione della pressione intraoculare
  • Esame del segmento anteriore dell’occhio (cornea, iride, cristallino)
  • Esame del fondo oculare (retina, nervo ottico)
  • Campo visivo. Valutazione dell’ampiezza del campo visivo
  • OCT (Tomografia a coerenza ottica). Fornisce immagini dettagliate della retina
  • Angiografia: Permette di visualizzare i vasi sanguigni della retina
  • Misura l’attività elettrica della retina

L’OCT (Tomografia a coerenza ottica) è un esame diagnostico non invasivo che produce immagini dettagliate ad alta risoluzione della retina. Questo esame è particolarmente utile per diagnosticare e monitorare patologie come la degenerazione maculare, il glaucoma e il diabete retinico.

Durante l’esame il paziente si siede di fronte all’apparecchio OCT e appoggia il mento e la fronte su appositi supporti (mentoniera e appoggia-fronte), in modo da mantenere la testa ferma durante l’acquisizione delle immagini. L’oculista chiede al paziente di fissare una mira luminosa all’interno dello strumento. Questo aiuta a mantenere l’occhio stabile e a ottenere immagini nitide. L’apparecchio emette un fascio di luce laser a bassa coerenza, innocuo per l’occhio, che scansiona le strutture oculari. Il paziente non avverte alcun fastidio durante questa fase. La scansione è molto rapida. L’esame OCT, infatti, è veloce e indolore. Generalmente dura dai 10 ai 15 minuti per entrambi gli occhi. La scansione vera e propria di ciascun occhio dura solo pochi secondi.

L’esame del campo visivo serve a valutare l’ampiezza della visione periferica e centrale. Viene utilizzato per diagnosticare patologie che causano la perdita di parte del campo visivo, come il glaucoma e i tumori cerebrali. E’ svolto in una stanza buia o con illuminazione soffusa per ottimizzare la percezione degli stimoli luminosi. Il paziente siede di fronte allo strumento (il perimetro) e appoggia mento e fronte su appositi supporti per mantenere la testa ferma. Poi, un occhio viene coperto con una benda o un occlusore, in quanto l’esame valuta un occhio alla volta. Il paziente deve fissare una mira luminosa centrale all’interno del perimetro. È fondamentale mantenere lo sguardo fisso su questo punto per tutta la durata dell’esame. Il perimetro, poi, proietta degli stimoli luminosi di diversa intensità e dimensione in varie posizioni all’interno del campo visivo e il paziente deve premere un pulsante ogni volta che percepisce uno stimolo luminoso, anche se debole o periferico. L’esame dura generalmente dai 10 ai 20 minuti per occhio, a seconda del tipo di perimetria utilizzata che può essere statica o cinetica.

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